Intermediazione illecita e appalto irregolare
Con ordinanza del 09.02.2025 n. 3280 la Corte di Cassazione è tornata a pronunciarsi in merito alla questione dell’intermediazione illecita di manodopera e dell’irregolarità dell’appalto.
In particolare, dando continuità a molteplici precedenti pronunce, la Suprema Corte ha ribadito che “si configura intermediazione illecita ogni qual volta l’appaltatore metta a disposizione del committente una prestazione lavorativa, rimanendo eventualmente in capo al medesimo, quale datore di lavoro, i soli compiti di gestione amministrativa del rapporto (quali retribuzione, pianificazione delle ferie, assicurazione della continuità della prestazione), senza tuttavia una reale organizzazione della prestazione stessa, finalizzata ad un risultato produttivo autonomo (v., tra le molte, Cass. n. 23215/2022, n. 15557/2019, n. 27213/2018, n. 10057/2016, n. 7820/2013, n. 7898/2011)”.
Nel caso di specie, essendo stato accertato nel giudizio di merito “l’esercizio costante e continuativo di un potere di conformazione o specificazione della prestazione” da parte della committente, la Suprema Corte ritiene del tutto “irrilevante la mancata esplicita indagine dei giudici di appello sulla proprietà dei mezzi adoperati e sul rischio di impresa, trattandosi di elementi indiziari privi di portata dirimente”.